Notizie dal mondo crossfit

Il CrossFit, e in Italia lo stiamo vivendo appieno, è stato qualcosa che ha sconvolto parecchie vetuste incrostazioni che persistevano in palestra. Per la serie "c'è qualcosa di nuovo nell'aria, anzi di antico", pur non avendo inventato nessun movimento fantasmagorico e nessuno strumento mirabolante che avrebbero risolto tutti i problemi dell'umanità,il CrossFit ha fornito solo un protocollo che cerca di mettere insieme ciò che, giustamente, si è sempre fatto nel sollevamento pesi, nella ginnastica, nei campi di atletica, nel Girevoy. Fornendo a questi ambiti una rigorosa standardizzazione, oltre che una piattaforma mediatica ed economica poderosa.
Finalmente gli sportivi non si confrontano più sulla base di valutazioni personali e legate a fallaci sensazioni personali, ma sulla base di universali e numerici criteri di valutazione. Spazio quindi ai numeri!
L'atleta, o aspirante tale, che prima si faceva vanto del proprio sentirsi una bomba, adesso deve snocciolare implacabilmente il proprio tempo nel "Fran" o il proprio massimale nello squat o quanti double unders riesce a fare. Ed è così "costretto" a confrontarsi quotidianamente, oltre che con il resto del mondo, proprio con se stesso, in un continuo graduale e costante miglioramento sostanziale. Questo in fondo è il CrossFit.

 

Ogni serio ed intelligente discorso con gli sport e la prestazione fisica non può prescindere dalla pratica e dalla dimestichezza con il "numero". Ossia dalla trascrizione degli allenamenti in valori numerici il più possibile chiari, replicabili e scientifici.
Ragion per cui uno dei meriti che va dato al CrossFit, e su cui anche alcuni detrattori convengono, è stato quello di aver standardizzato alcuni movimenti e introdotto criteri numerici per stabilire chi fosse davvero "il più in forma" o "fittest".
D'altro canto, quando ci si approccia ad uno sport, se vogliamo uscire dai soliti discorsi "sensitivi", in cui l'unico metro di miglioramento è demandato a ciò che il nostro cervello ritiene, dobbiamo utilizzare criteri quanto più possibile oggettivi.

Chi pratica uno sport di forza ha probabilmente necessita’ energetiche maggiori di chi pratica uno sport di resistenza. Inoltre la richiesta specifica sarà maggiore ma anche molto più limitata nel tempo . In genere, utilizzera’ più glicogeno che grassi e questo è immagazzinato nei muscoli e nel fegato prima dei carboidrati.Quindi , probabilmente un atleta CrossFit beneficerebbe maggiormente di carboidrati di qualità . Se il workout del giorno non e’ troppo impegnativo o sono giorni in cui si pratica cardio , si possono assumere grassi come fonte di energia senza problemi.Come ho anticipato prima un WOD 20 minuti non è la stessa cosa che fare una mezza maratona . Ad una maggiore forza e intensità ( peso + velocità) , i carboidrati possono essere necessari per avere livelli più elevati di prestazioni . A livello di resistenza, l’assenza di di carboidrati migliorera’ questo aspetto.

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